Questa settimana: la protesta di Melendugno per il gasdotto TAP, la neodittatura di Maduro, un ritratto di Trump e della sua America, un recap sulla Brexit e qualche chiarimento sugli OGM.

Una di quelle settimane, quella passata, densa di eventi che non avremmo voluto dover commentare; una specie di festival del surreale – un surreality show- di un mondo che a volte sembra impazzito.

  • Infine il 30 marzo è arrrivato e Theresa May ha inviato la lettera con cui la Gran Bretagna annuncia all’Unione Europea l’attivazione dell’articolo 50 del trattato di Lisbona. Pietro Manzini per lavoce.info delinea quali saranno le fasi di un negoziato che si preannuncia affatto facile;
  • L’Espresso descrive alcuni tratti della personalità di Trump, la rabbia infantile prima di tutto; e forse non è un caso che il suo segretario al commercio Wilbur Ross usi apertamente la parola “guerra” commerciale annunciando i dazi all’import;
  • Sempre su Trump una interessante intervista a Gary Shteyngart pubblicata da Eastonline;
  • Nel Venzuela ridotto alla fame e fiaccato dall’iperinflazione (eppure c’è chi in Italia lo prende a modello) la Corte Suprema esautora il parlamento e consegna a Maduro le chiavi di una dittatura de facto. Recupero un vecchio articolo di Limes per ricordare come Maduro era arrivato a occupare il palazzo Miraflores;
  • Per la scienza un interessante articolo de Il Post su come è stata creata una delle varietà di grano oggi più diffuse in Italia;
  • Nel Salento quando c’è da difendere una pianta non si lesinano proteste anche violente in fascia tricolore, a costo di rendersi ridicoli di fronte al mondo. Linkiesta mette in evidenza  la tragicomicità di una storia che comincia dalla vicenda Xylella e passa sopra gli accordi commerciali e il buon senso.

Buona lettura, e buon fine settimana.

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